ELIMINAZIONE DELLA TEOLOGIA DEL FUTURO REGNO
Sir Anthony F Buzzard
Moderni scritti di teologia sono pieni d' evidenze che dimostrano come sono stati trattati ingiustamenti gl' insegnamenti di Gesu' sul Regno. Alcuni dei piu' eminenti commentatori sembra siano determinati ad eliminare l' escatologico Regno del quale Gesu' abitualmente parlava. Proteste contro cosi' grande quantita' d' asportazioni degl' insegnamenti di Gesu' spesso appaiono come annotazioni a pie' di pagina. Gl'insegnamenti di Gesu' meritano una piu' vasta publicita'.
Per esempio, Leon Morris parla della " realizzata escatologia" di C. H. Dodd--la teoria che il Regno sia gia' arrivato con il ministero di Gesu' e quindi non e' necessario cercarlo nel futuro--come " non soddisfacente per molti. " Non soddisfacente! Effettivamente elimina completamente la speranza del Regno verso il quale tende non solo il Nuovo Testamento ma in realta' tutta la Bibbia. Leon Morris spiega la teoria del Professore Dodd cosi': L' escaton [ la fine dell' eta' ] e' stata spostata dal futuro al presente, da una sfera d' aspettativa ad una esperienza realizzata.[1]
Secondo Dodd non c' e' posto per gl' insegnamenti di Gesu' che parlano del Suo reale ritorno. La reazione del comune lettore della Bibbia sara' di un' orrida sorpresa che un professore del Nuovo Testamento sia potuto arrivare a tale conclusione. Morris va avanti dicendo che la teoria dell' escatologia realizzata " decisivamente non e' stata accettata da molti scolari moderni" Egli cita J. E. Fison che ha detto che " il sostenere che l' escatologia e' gia stata realizzata e' francamente e nettamente eretico se consideriamo l' evidenze di una considerabile porzione del Nuovo Testamento." Emil Brunner e' egualmente franco su questo: E' chiaro che il futuro Ritorno non e' un brano mitologico di cui se ne puo' fare anche a meno. Qualunque sia la forma dell' evento, tutto il punto sta nel fatto che succedera'. Cercare di farlo crollare vuol dire il crollo delle fon- menta della fede, vuol dire frantumare la pietra angolare alla quale tutto aderisce e senza la quale tutto va a pezzi. Fede in Cristo senza la speranza della Sua Parusia (seconda venuta) e' una garanzia senza redenzione una promessa mai seriamente data. Una fede Cristiana senza la speranza della Parusia e' come una scala che porta al niente che finisce nel vuoto."[2]
Queste sono parole dette brillantemente parole d' assoluta verita'. Il fatto e' che milioni di gente che frequentano le chiese non hanno afferrato niente del futuro ritorno di Gesu' sulla terra, ed ancor meno del Regno che Egli aveva promesso d' innaugurare sulla terra a quel tempo. A pensare che il Regno di Dio e la Seconda Venuta che lo introdurra' sono al centro ed il cuore del Vangelo Cristiano! Se non si ha una chiara spiegazione del Regno, non si puo' avere una Cristianita' autentica.
L 'insistenza di J.E. Fison ed Emil Brunner sul grandioso futuro evento dovrebbe essere accolto con entusiasmo, ma non e' assolutamente accettabile parlare del Regno cosi' vagamen- te--"Qualunque sia la forma dell' evento"--quando il Nuovo Testamento ed l' Antico Testa- mento nel quale ha le sue radici ne parlano piuttosto specificatamente. La restaurata teocrazia e' descritta in vividi dettagli dai profeti. Nel Nuovo Testamento sufficentemente e' stato detto per provare che il Grandioso Giorno di Dio, che secondo l' Antico Testamento avrebbe introdotto il Regno, e' adesso associato al ritorno di Gesu' in gloria e potenza. Nell' Antico Testamento troviamo una grand quantita' d' argomenti che descrivono gli eventi mondiali che precederanno e seguiranno il Giorno dell' Eterno. La descrizione di questi sara' in un capitolo seguente.
Noi concludiamo la presente discussione con un sommario della sua tesi fondamentale. Ogni reclamo che Gesu' e' il promesso Messia e' incoerente a meno che il termine " Messia " non sia inteso nel suo contesto biblico. Non vi e' alcuna evidenza nel Nuovo Testamento che Gesu' abbia respinto qualche parte del ruolo predetto per il Messia nell' Antico Testamento. Comunque, alla Sua Prima Venuta, Egli non ha cercato d' assumere il messianico ufficio di regnante mondiale. E' un colossale errore comunque, mantenere che Egli non abbia mai sperato di governare il mondo come Messia, il Re insediato sul trono in Gerusalemme. Alla Sua prima venuta Egli venne a chiamare ed a preparare i Suoi discepoli a far parte del Suo futuro Regno, e poi a sottomettersi alla morte per mano degli ostili ufficiali sia Ebrei che Romani. La resurrezione che ne segui', e' stata una garanzia che Egli aveva vinto la morte ed e' quindi in posizione un giorno di ritor- nare sulla terra per completare il resto della missione messianica ed a rializzare la visione dei profeti di pace sulla terra. Nel frattempo Egli persevera alla destra del Padre ad amministrare la Sua chiesa, che Egli invita a condividere nella gloria messianica dell' Eta' Futura. L' insuccesso della " teologia " di far giustizia a questo semplice schema biblico sta' nella sua antipatia per cose messianiche (e cosi' pure per il Messia Stesso), e percio' ha perduto di vista il centrale fatto biblico che Gesu' e' il Messia destinato non solo a morire per i peccati dell' umanita' ma a regnare sulla terra in una futura teocrazia che avra' inizio alla Sua Seconda Venuta. La prima missione delle chiese, se veramente sono " la Chiesa ", e' quella di proclamare quella stupenda Buona Notizia.
[1] Nuovo Commentario Internazionale su la prima e la seconda lettera ai Tessalonicesi, Grand Rapids, Eerdmans, 1959, pg. 147.
[2] Dallo stesso commentario. E' istruttivo riflettere sul fatto allarmante che un' emerito scolaro del Nuovo Testamente avrebbe potuto " frantumare la pietra angolare" della fede del Nuovo Testamento. Questo potrebbe portare ad altre considerazioni su cosa certe " scuole" stanno cercando di fare!
Benvenuto allo studio della Bibbia